BUENOS AIRES CAFE SI PRESENTA ALLA GALLERIA COLOPHON DI BELLUNO
Written on December 28, 2009
Via Cieca Torricele, 6, Belluno
5 gennaio 2010 ore 18.00
«…e quindi vorreste raccontare qualcosa su di me. Ma non hanno detto già abbastanza?»
Un tavolo in angolo, in fondo al bar.
«Dite che io sono la più antica di tutte le ballerine di tango».
Nel buio si vedono solo le gambe: lunghe, pallide, infinite. Poi la voce ricomincia, dal fondo di milioni di sigarette stropicciate, di notti in bianco, di balera.
«Dovete dire che Buenos Aires non ha un inizio e non ha una fine. Che nasce e muore, ogni giorno, negli occhi di chi la percorre. Dite che è la più europea. La più lontana. La più grande. Buenos Aires non ha misura. É una insonnia, perenne. »
Poi tace.
Dal bancone arrivano rumori di bicchieri e di piatti. Una porta che cigola.
«Potete anche dire che nessuno sa stare al bar come si sta a Buenos Aires, certo. Questa, in fondo, è l’unica fede che non è mai cambiata, anche quando ero giovane…tutto questo, in fondo, ha una sua poesia».
Passa un camion. Passa un’ambulanza. Poi i pompieri, una berlina, quattro macchine scassate, la corriera delle cinque. Lei si sposta sulla sedia, la faccia sempre nel buio. Ha gambe da giovane: qualcosa di coriaceo e però scalfibile. Come la madreperla.
«Come credete che sia avere tutti questi anni? É una storia dura essere una ballerina: si lascia molto durante il cammino. E io…io mi sono dedicata al tango come a una persona. Una creatura. La mia».
Della faccia si vede solo il rossetto. E poi le mani, piene di rughe e di anelli.
Per un momento sembra voler uscire dal buio. Ma poi ci ripensa.
«Non si riesce mai a staccarsi da tutto quello che ci resta dietro. Il passato ci segue sempre. Ci raggiunge sempre. Questo, potete dire, di Buenos Aires: che è un luogo pieno di ricordi, ombre, fantasmi, voci. E che nessuno dorme mai».
Dalle stesse autrici di Tangomalia, un viaggio a quattro mani lungo le strade di Buenos Aires, tra epiche di quartiere, taxi, vecchi caffé, silenzi, naufragi, lune alla rovescia. E, naturalmente, tango.

Filed in: Lucia.


Grande Lucia, ho appena terminato di “leggere” il tuo ultimo splendido libro fotografico: Buenos Aires Cafè, che con estremo piacere ho ricevuto in dono, anzi mi sono conquistato vincendo una “tombola pre-natalizia” presso la sede del gruppo fotografico Zone d’Ombra di Roma. Leggere i testi di Michela Fregona e ammirare gli scatti intensi di Lucia mi ha davvero consentito di ritagliarmi e meritarmi uno “spicchio di luce e di poesia” in una fredda e piovosa nottata romana. Complimenti davvero, Lucia, spero di godere presto di tuoi nuovi lavori che saranno sicuramente di identico valore artistico dei pecedenti.
Un artista come Lucia Baldini va certamente seguita e chissa, se mi capiterà ancora di parlare di fotografia con un artista di pregio come Lucia.
In bocca al lupoi e a risentirci, spero presto
Mimmo
….masticare l’adrenalina che ci puo’ esser in una milonga….
ovuque essa sia,
per chi sa…per chi ne ha assaggiato il sapore,
che ti prende e non ti lascia piu;per tutta la vita….
aver la fortuna di gustarsela a Buenos Aires…………………
che puo’ divertar miraggio il giungervi ,per un miloghero,solo per ballare….
beh,lucia, io non mi sono ancora immerso nelle tue foto,
ho solo visto l’articolo scritto su repubblica, ma sto friggendo.
so gia’ che regalo mi faro’ fare per il mio compleanno.(il 3/01..)
ti premetto che ancora non ballo ,ma mi accingo a farlo…
mi son stancato di rimanere all’esterno della pista a far l’intrattenitore di ballerine stanche… e per carita’, la voglia di fotografar i protagonisti non mi passa mai….c’è sempre quel particolare da esaltare.. pero’ ora si fa strada la voglia di partecipare piu’ direttamente………………..
in due parole: grazie e COMPLIMENTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
lorenzo.
Caro Mimmo,
prima di tutto tanti auguri per il nuovo anno!
Ho provato a scrivere una mail all’indirizzo che hai lasciato ma torna indietro, evidentemente c’è qualcosa di sbagliato.
Comunue: ho letto il post: grazie davvero tanto per le tue parole, mi fa davvero molto piacere che il libro ti abbia lasciato queste sensazioni. E’ una conferma al mio sentire e a quello di Michela, grazie sinceramente.
Spero anch’io di avere nuove occasioni per confrontarci su nuove idee e pensieri.
Un caro saluto e a presto.
Lucia