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Padova aprile fotografia – Mostra su Carlo Mazzacurati

March 12, 2010

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Assessorato alla Cultura del Comune di Padova
presenta
Padova Aprile Fotografia 2010. La fotografia di cinema

Galleria Cavour (piazza Cavour) 11 aprile – 23 maggio 2010

Inaugurazione sabato 10 aprile 2010, ore 18.00

La primavera padovana si presenta al grande pubblico con la rassegna Padova Aprile  Fotografia  2010 – organizzata dall’Assessorato alla Cultura –  Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova,  giunta alla sesta edizione  e incentrata questo anno sulla fotografia di  cinema, ospita due  interessanti mostre, “Carlo Mazzacurati nelle  immagini di Lucia  Baldini e Giovanni Umicini sulla figura e il  lavoro di  uno dei più importanti registi italiani , e “Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa”,  dedicata al  grande regista polacco, autore della trilogia dei  tre colori che ha fatto la  storia del cinema d’autore  contemporaneo. Entrambe, con  prospettive differenti secondo la sensibilità di ciascun fotografo,  ripercorrono momenti  legati ai set cinematografici e ai principali lavori dei  due  registi.

Di Lucia Baldini sono le fotografie del film “La giusta distanza” (2007), che ne indagano alcuni elementi costitutivi: luoghi, attori, troupe e atmosfere. Nel film di Carlo Mazzacurati il paesaggio entro cui si muovono i personaggi è un elemento essenziale della storia, posto allo stesso livello dei protagonisti. In una pianura desolata, i cui confini sembrano perdersi all’orizzonte, le atmosfere cupe e nebbiose della zona del Polesine – alla foce del Po – fanno da sfondo alla storia narrata dal regista, che mette in scena le contraddizioni, i paradossi, le perversioni e le ipocrisie di una piccola comunità di provincia in un paesino del nord-est Italia, in cui l’apparire conta più dell’essere, e dove l’integrazione e la convivenza pacifica sono solamente la facciata di un mondo che nasconde una realtà complessa. Questa atmosfera quasi gotica, e per alcuni aspetti oppressiva, rivive negli scatti di Lucia Baldini, che presenta in mostra una sequenza di fotografie in digitale fra cui alcuni mosaici di grandi dimensioni che danno al visitatore uno sguardo di insieme sulle scene narrate. Guardandoli si ha, infatti, l’impressione di entrare in uno specchio e di cogliere contemporaneamente il dentro e il fuori della scena; la percezione dei confini è ampliata e l’insieme di ogni singolo tassello che compone il mosaico fornisce a chi guarda una visuale di insieme. Il lavoro della fotografa toscana, nato da un’autentica predisposizione a stare dietro le quinte e a cogliere i dettagli che normalmente sfuggono, diviene, dunque, un viaggio attraverso i momenti chiave del film che mostra allo stesso tempo la complessità di una produzione cinematografica e la coralità del lavoro che vi sta dietro. Sarà inoltre presente in mostra una selezione di quindici immagini esclusive del nuovo film del regista padovano, La passione, in uscita nelle sale cinematografiche tra qualche mese: un’anteprima inedita come omaggio alla città di Padova.

BUENOS AIRES cafe – le prime recensioni

February 19, 2010

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La Repubblica.it http://firenze.repubblica.it/multimedia/home/22316736

La stampa http://www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/99152

il Terzoocchio http://www.ilterzoocchio.it/news.php?id=522

radio belluno http://www.postcart.com/img-recensioni/buenosairescaffe/Intervista-Radio-Belluno-1.mp3

Book Chanel http://www.bookchannel.it/bc

la Ghigliottina http://www.ghigliottina.it/new/%E2%80%9Cbuenos-aires-cafe%E2%80%9D-di-postcart-edizioni/

viaRoma100 http://www.viaroma100.net/notizia.php?id=20901
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La Repubblica – dicembre 2009 Laura Montanari

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Il nuovo corriere – gennaio 2010 – Davide Agazzi

Diario argentino, in mostra il fotoracconto di Lucia Baldini su repubblica.it

January 1, 2010

Su repubblica web una galleria fotografica sul libro “Buenos Aires cafe”.

http://firenze.repubblica.it/multimedia/home/22316736

Si può anche leggere l’articolo scritto da Laura Montanari uscito su la Repubblica il 29 dicembre 2009.

Buenos Aires, l’Europa rovesciata

Un nuovo libro della fotografa toscana Lucia Baldini e della scrittrice  Michela Fregona, racconta la metropoli argentina: il tango, il crac economico, i caffè. Il legame indissolubile con il Vecchio Continente

Quattordici giorni per raccontare Buenos Aires o per non raccontarla affatto perché ogni viaggio ne lascia fuori cento altri anche sulle stesse rotte. La bottiglia di seltz sfumata nel bianco e nero di un locale. Il sandalo seducente di una ballerina di tango. Le avenida infinite come linee rette sparate verso l´orizzonte, la luce calda di febbraio, la plaza de Majo col suo passato che ti sporca sempre un po´ il vestito. Il tavolo di legno con la tazza del caffè e i pensieri che si sono già alzati. Istantanee di due donne in viaggio nelle strade e per gli interni di una città di oltre tre milioni di abitanti.

C´è questo nelle immagini di Lucia Baldini, fotografa toscana, che ha firmato «Buenos Aires café» (edizioni Postcart, 200 pp., 32 euro) assieme alla giornalista bellunese Michela Fregona che ci ha messo le parole, i racconti, le storie degli «italiani d´Argentina» e dei figli e nipoti di altre migrazioni segnate sul suo Moleskine. «Non volevo andare a Buenos Aires, avevo paura di trovarla diversa da come me la sono immaginata per vent´anni» racconta Lucia Baldini, rigirando lo zucchero nel cappuccino dentro un bar di piazza della Repubblica a Firenze. Aveva già fotografato il tango (nel 1997 con «Giorni di tango» e nel 2001 «Anime altrove»), le lezioni nelle balere e nelle palestre, le mode e le milonghe italiane, aveva esplorato le radici di questa danza in Ungheria e sapeva, nella sua testa, che «prepararsi a Buenos Aires era come affrontare una scalata a mani nude»: «Un conto è immaginarla, altro vederla questa città». E la paura di trovare i McDonald´s al posto della voce e dei ritmi di Gardel è stato per anni un freno sufficiente alla curiosità.

Fin dal giorno in cui si sbarca, Baires però è qualcosa di familiare, «il fantasma di tutti i luoghi visti», «un po´ il Pireo, un pezzo di Beirut, Cuba, il Brasile, molto di Parigi, a volte Berlino, un po´ anche di New York». Le sue strade sono specchio di altri luoghi, o come ha scritto Diego Mormorio nella prefazione «il nostro qui altrove», cioè dall´altra parte dell´oceano.

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Il libro raccoglie istanti, facce e luoghi: San Telmo, la Casa Rosada e mille bar, Los Galgos, il Caffè Margot, lo storico Tortoni frequentato da Borges, da Garcia Lorca, da Rubinstein e molti altri. «Ho cercato di raccontare com´è questa specie di Europa rovesciata» spiega Lucia Baldini che lavora come fotografa di scena per diverse compagnie teatrali e di danza e che ha collaborato con Carla Fracci e col regista Carlo Mazzacurati. «Ho voluto lasciarmi guidare dalla città senza avere programmi definiti, senza seguire una guida in particolare, ma incontrando e conoscendo gente». Così riemergono le sale da biliardo, i legni scuri, gli specchi, gli arredamenti con gli ottoni, un salto indietro nei banchi dei bar che hanno saputo trattenere le atmosfere degli anni Cinquanta, le forme bombate delle bottiglie di soda, i camerieri impomatati di brillantina. Se queste sono le foto che poi danno il titolo al libro, tutto il resto sono altre storie che si incrociano per caso o no sulle strade di questa capitale. La Buenos Aires della crisi economica, quella che ha spazzato via i risparmi di decine di migliaia di persone, ha riempito le piazze di cortei e di nuovi poveri, ridotto un Paese alla disperazione per il pane e lo zucchero che mancava. Oppure la Baires che deve ancora finire di fare i conti col suo passato ed è ferma sotto un cavalcavia, davanti a un cartello che annuncia i lavori in corso per il recupero del «Club atletico», centro clandestino di tortura nell´Argentina degli anni della dittatura. Da lì si passa ai foulard legati sotto il mento simbolo della lotta delle madri ormai nonne di plaza de Majo: tutti i giovedì quelle donne si danno appuntamento per la «ruota» davanti alla sede del governo. Un giro della piazza senza curarsi del tempo e delle stagioni perché il bisogno di verità e giustizia è più forte della pioggia e delle gambe che tremano per l´età.
«Dopo quella foto – racconta Lucia Baldini – ho voluto metterne una che parlasse dei figli che mancano da quella piazza». Non è una delle polaroid a colori di cui è composto in parte il libro, è un bianco nero su pellicola: si vedono tante sedie vuote, rovesciate sui tavoli come quando a fine serata, la gente si è già alzata ed è andata via. Non per sempre, sembra dire lo scatto, e ci consegna questa speranza. // //


BUENOS AIRES CAFE SI PRESENTA ALLA GALLERIA COLOPHON DI BELLUNO

December 28, 2009

BUENOS AIRES CAFE’

di LUCIA BALDINI e MICHELA FREGONA

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Colophonarte di Egidio Fiorin

Via Cieca Torricele, 6, Belluno

5 gennaio 2010 ore 18.00

«…e quindi vorreste raccontare qualcosa su di me. Ma non hanno detto già abbastanza?»

Un tavolo in angolo, in fondo al bar.

«Dite che io sono la più antica di tutte le ballerine di tango».

Nel buio si vedono solo le gambe: lunghe, pallide, infinite. Poi la voce ricomincia, dal fondo di milioni di sigarette stropicciate, di notti in bianco, di balera.

«Dovete dire che Buenos Aires non ha un inizio e non ha una fine. Che nasce e muore, ogni giorno, negli occhi di chi la percorre. Dite che è la più europea. La più lontana. La più grande. Buenos Aires non ha misura. É una insonnia, perenne. »

Poi tace.

Dal bancone arrivano rumori di bicchieri e di piatti. Una porta che cigola.

«Potete anche dire che nessuno sa stare al bar come si sta a Buenos Aires, certo. Questa, in fondo, è l’unica fede che non è mai cambiata, anche quando ero giovane…tutto questo, in fondo, ha una sua poesia».

Passa un camion. Passa un’ambulanza. Poi i pompieri, una berlina, quattro macchine scassate, la corriera delle cinque. Lei si sposta sulla sedia, la faccia sempre nel buio. Ha gambe da giovane: qualcosa di coriaceo e però scalfibile. Come la madreperla.

«Come credete che sia avere tutti questi anni? É una storia dura essere una ballerina: si lascia molto durante il cammino. E io…io mi sono dedicata al tango come a una persona. Una creatura. La mia».

Della faccia si vede solo il rossetto. E poi le mani, piene di rughe e di anelli.

Per un momento sembra voler uscire dal buio. Ma poi ci ripensa.

«Non si riesce mai a staccarsi da tutto quello che ci resta dietro. Il passato ci segue sempre. Ci raggiunge sempre.  Questo, potete dire, di Buenos Aires: che è un luogo pieno di ricordi, ombre, fantasmi, voci. E che nessuno dorme mai».

Dalle stesse autrici di Tangomalia, un viaggio a quattro mani lungo le strade di Buenos Aires, tra epiche di quartiere, taxi, vecchi caffé, silenzi, naufragi, lune alla rovescia. E, naturalmente, tango.

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il libro Buenos Aires cafe alla mostra di Roma “più libri più liberi”

December 5, 2009

Venite per fare due chiacchiere con le autrici Lucia Baldini e Michela Fregona con la complicità di Diego Mormorio.

al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma:

7 Dicembre ore 16 sala Ametista | Presentazione del libro Buenos Aires Café

BUENOS AIRES cafe – Lucia Baldini- Michela Fregona prossime presentazioni del nuovo libro

December 1, 2009

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BAIRES CAFE’
UN VIAGGIO ATTESO
Autori: LUCIA BALDINI e MICHELA FREGONA

Quattordici ore per attraversare l’Atlantico. Quattordici giorni per attraversare la città. Quattordici chili a testa di bagaglio, pensieri compresi.
Ma si può veramente conoscere un luogo che ha per padre il porto e per madre l’emigrazione?

“A prima vista, Buenos Aires sembra una via del Pireo. Un pezzo di Beirut. Cuba. Il Brasile. Qualcosa – molto – di Parigi. A volte Berlino. Forse la vecchia New York, ma, nelle sue architetture più moderne, anche un pezzo di Sidney.
Il fantasma di tutti i luoghi visti, e anche di quelli mai visti. Eppure, la faccia che mostra è sempre familiare: pare di riconoscere ogni angolo, perchè in ogni angolo Buenos Aires è lo specchio di un altro luogo. Assomiglia, da lontano: come un ricordo. Senza essere mai fino in fondo.
Una città ingorda, che si è mangiata tutte le altre città”.

Dalle stesse autrici di Tangomalia un viaggio a quattro mani lungo le strade di Buenos Aires, tra epiche di quartiere, taxi, vecchi caffé, silenzi, naufragi, lune alla rovescia. E, naturalmente, tango.

POSTCART Editore

Presentazioni del libro:

4 dicembre – Officine Fotografiche – ROMA

5 dicembre – caffè letterario – ROMA

6 dicembre – associazione OrangoTango – ROMA

7 dicembre – Fiera della piccola e media editoria “più libri, più liberi” – ROMA

8 dicembre - Libreria Fotogalleria Mandeep – ROMA

17 dicembre – Zona d’ombra – ROMA


CARLA FRACCI immagini – 1996-2007 mostra fotografica – Consiglio Regionale della Toscana

November 22, 2009

Consiglio Regionale della Toscana

nell’ambito della “Festa della Toscana 2009”

presenta

LUCIA BALDINI

CARLA FRACCI immagini 1996/2007

la mostra fotografica

dal 25 novembre al 3 dicembre

sede del Consiglio regionale della Toscana – via Cavour, 4 Firenze

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La mostra raccoglie una selezione di immagini che Lucia Baldini ha realizzato durante i dieci anni di collaborazione come fotografa di scena di Carla Fracci.

Enzo Brogi: “le foto di Lucia Baldini sono impresse nel mio viaggio culturale

“Carla Fracci, Immagini 1996-2007” è il titolo della mostra fotografica che si svolgerà nell’ambito della decima Festa della Toscana. Un tributo alla grande étoile a firma di Lucia Baldini, che propone una selezione di immagini realizzate durante i suoi dodici anni di collaborazione come fotografa di scena della regina della danza classica italiana e internazionale. L’esposizione, che resterà aperta fino al 3 dicembre, sarà inaugurata oggi, mercoledì 25 novembre alle ore 17 a Palazzo Panciatichi (Via Cavour, 4 – Firenze) alla presenza dell’Autrice, di Riccardo Monni e del Presidente della commissione Cultura Enzo Brogi.
- Conosco Lucia Baldini da tempo – commenta Brogi – le sue foto sono impresse nel mio viaggio culturale, nelle mie suggestioni. Gli strumenti ed i musicanti di Banda Improvvisa di Loro Ciuffenna come angeli che suonano, i passi eleganti, la femminilità e la grazia della donna. Le note malinconiche della Milonga che raccontano di storie d’amore e di passione, la intensa realtà delle foto al servizio di un progetto e di una causa. Amo tutte le foto di Lucia, anche se penso che con il lungo ed apprezzato lavoro su Carla Fracci abbia toccato davvero, almeno fino ad adesso, il suo massimo in leggerezza, grazie ed arte. Sono davvero contento che questa mostra sia ospitata Consiglio Regionale.
Lucia Baldini, nata a Montevarchi, lavora come fotografa di scena per varie compagnie e festival di teatro e danza; pubblica, tra l’altro, nel 2005 i libri: Carla Fracci – Immagini 1996 – 2005, una monografia fotografica che testimonia i dieci anni di collaborazione con la Fracci, e Tangomalìa con la collaborazione di Michela Fregona, i due libri divengono anche mostre itineranti. Conduce da alcuni anni laboratori e seminari sulla fotografia di spettacolo in scuole di fotografia e corsi universitari.
La mostra resterà in Palazzo Panciatichi fino al 3 dicembre e sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 14,00 alle ore 18,00.

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un’istantanea del giorno dell’inaugurazione della mostra: Enzo Brogi presidente della commissione cultura della Regione Toscana, Lucia Baldini e Carla Fracci

servizio su toscanatv

http://www.toscanatv.com/leggi_news_video?idnews=NL100835

APPUNTI AFRICANI IN BOTTEGA installazione a Zonafranca Parma

November 12, 2009

Nell’ambito del Festival di teatro per ragazzi ZONAFRANCA di Parma

APPUNTI AFRICANI IN BOTTEGA

installazione di Lucia Baldini complice Un fantastico posto per provare, spettacolo del Teatro delle Briciole diretto da Roberto Abbiati

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Per un artista la costruzione di uno spettacolo è sempre una galassia di scoperte, conquiste, ritrovamenti, di cui gli spettatori colgono il momento finale, quello della rappresentazione. Poter entrare nella ‘bottega’ diventa quindi particolarmente stimolante nel caso di un artista totale come Roberto Abbiati, che dei suoi lavori concepisce alfa e omega: scrive i testi, disegna i bozzetti delle scene e dei costumi, costruisce oggetti e marionette.

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La fotografa Lucia Baldini fa questo (e fa molto di più) a proposito di Un fantastico posto per provare, il nuovo spettacolo del Teatro delle Briciole firmato da Abbiati e ispirato al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Quella che lei presenta è un’installazione fatta di immagini e altre invenzioni, un’opera che guida plasticamente lo spettatore dentro un viaggio creativo, e lo reinterpreta, si affianca come curiosa compagna di quel viaggio, che scruta e sogna nei disegni, nelle sculture e nei costumi, progettati da Abbiati per far rivivere la fantasia di Shakespeare e trasferirla in un futuro immaginario.

Un’installazione che somiglia al racconto visivo di una notte onirica, fatta di trucioli di legno dall’odore d’Africa, di schizzi di abiti che si animano diventando personaggi e compagni di viaggio, di sculture dall’umanità spiccata. Di immagini sospese a mezz’aria e di una valigia che rivela una storia lunga un sogno di mezza estate.

Nuovo video – Istallazione su “La Giusta Distanza” al MAXFEST09

October 25, 2009

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http://www.youtube.com/watch?v=yayGXD1fTW0

Ecco il nuovo video che racconta la costruzione della mia istallazione dedicata al film di Carlo Mazzacurati “La Giusta Distanza”, ospitata al Maxfest09 di Massafra in Puglia. Autore del video Giulio De Luise. Musiche degli Archaea Strings.

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Con Larry Fink: due chiacchiere su Buenos Aires cafe

October 23, 2009

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Lo scorso luglio ho incontrato per la prima volta Larry Fink. Eravamo a Massa Marittima durante il festival di fotografia. E’ stato un incontro semplice ma molto intenso. Ironia e curiosità. Abbiamo parlato soprattutto di vita incontrando a volte la fotografia.

Nella foto, che il caro amico Giuseppe complicemente ha scattato, stiamo vedendo le bozze del mio libro in uscita “Buenos Aires cafè”.

Molto piacevole.

La Passione nuovo film di Carlo Mazzacurati

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Eccomi qua di ritorno da alcune giornate di lavoro d’immagini sul set del nuovo film di Carlo Mazzacurati “La passione”.

Scritto dallo stesso Mazzacurati con Umberto Contarello, Doriana Leondeff e Marco Pettenello. La commedia narra le tragicomiche vicende di Gianni Dubois (Silvio Orlando) un “giovane” regista cinquantenne ex promessa del cinema, che da anni si barcamena faticosamente tra agenti e produttori senza scrupoli e che finalmente ottiene la sua grande occasione: l’ultima ed unica! Dovrà scrivere e girare un film con protagonista assoluta una popolarissima e amata giovane attrice del piccolo schermo (Cristiana Capotondi). Ma le cose da subito non girano per il verso giusto e il povero regista, in piena crisi creativa, si ritrova ad essere vittima di un’intricata rete di ricatti causati da un grosso problema edilizio nella sua casa in Toscana. A causa della sua goffaggine e della sua disorganizzazione, si trova costretto ad accettare proposte e pretese assurde che lo porteranno a subire imbarazzanti e folli compromessi con personaggi bizzarri, come l’esuberante ex galeotto amante del teatro (Giuseppe Battiston), l’attore senza talento (Corrado Guzzanti), la bella barista (Kasia Smutniak), il geometra impiccione del paese (Marco Messeri), l’opportunista sindaco “imprenditore” (Stefania Sandrelli) , il vigile urbano (Roberto Abbiati) e altre decine di stravaganti figuri. Il film è ambientato in provincia di Pisa e di Livorno.

Prodotto dalla Fandango

LA GIUSTA DISTANZA – Le foto di scena del film di Carlo Mazzacurati in mostra al MAX FEST 2009 di MASSAFRA – Taranto

August 8, 2009

LA GIUSTA DISTANZA. Immagini, filmati, parole intorno a Carlo Mazzacurati
Un progetto a cura di Lucia Baldini

18 e 19 settembre a Massafra in provincia di Taranto.

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In occasione della prima edizione del MAX FEST, festival di video e cinema dedicato a Max Cavallo scomparso prematuramente lo scorso inverno, viene accolta la mostra fotografica “La Giusta Distanza” ampio lavoro fotografico svolto da Lucia Baldini durante le riprese del film omonimo del regista Carlo Mazzacurati. Durante il festival verrà proiettato il film “la giusta distanza”

Ecco il video della serata:

http://www.youtube.com/watch?v=opXoTKEdRLw

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ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE – Saggio sulla fine di una civiltà con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza di Volterra

July 30, 2009

Presentazione della prima fase del lavoro
regia di Armando Punzo
con i detenuti attori della Compagnia della Fortezza

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Un’esperienza forte e coinvolgente con una punta di emozione davvero intensa.


HAMLICE

Da Amleto ad Alice nel Paese delle meraviglie, dalla tragedia del potere nel chiuso di un palazzo all’anarchia di Carroll. In questo primo studio l’immagine di partenza è la trasformazione, la possibilità di sottrarsi al proprio ruolo definito per sempre. L’origine è nella realtà di questa compagnia che come un doppio sotterraneo offre una riflessione quotidiana su questo tema. È come se lo spirito dei personaggi di Shakespeare potesse sottarsi alla propria funzione sociale. Come spiriti pensanti, in perenne trasformazione, attraversano libir di altri autori allontanandosi da quello che li conteneva come una prigione di ruoli immutabili. Cercano altre parole, altre azioni, un’altra possibilità, forse ancora non prevista, nemmeno ancora immaginata.

“L’Essere inerme”, il non ancora nato, il non ancora definito…

Armando Punzo

UN FANTASTICO POSTO DOVE PROVARE – regia di Roberto Abbiati. Nuova produzione Teatro delle Briciole di Parma

Dal  Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare

regia, adattamento e scene Roberto Abbiati
con Matteo Bonanni, Andrea Carabelli, Claudio Guain

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PRIMI APPUNTI DI VIAGGIO
Di Roberto Abbiati, 26 gennaio ‘09

Delle tante storie che si intrecciano nella commedia più lieve e fantastica di Shakespeare mi ha sempre eccezionalmente colpito quella che ha per protagonisti i “comici”, i sei artigiani che compaiono all’inizio della seconda scena e devono allestire uno spettacolo per festeggiare il matrimonio tra il duca d’Atene e la regina delle Amazzoni.
Mi interessano perché, dall’irresistibile tessitore Bottom a tutti gli altri, sono stranissime figure di emarginati, di ultimi. Shakespeare li chiama clown, che di solito è tradotto, chissà perché, con artigiani (o comici, o rustici).
Ho voglia di fare uno spettacolo su di loro. Di reinventare, riscrivere le loro prove per la recita davanti alla corte di Teseo.

Un teatro di marionette futuriste
Nel mondo contemporaneo ognuno ha il suo giocattolo, la sua “protesi”, il suo aiuto esterno. Quando decidono di metter in scena la commedia per la corte, i comici si accorgono che sono in pochi, e allora fanno recitare anche i loro doppi, si aiutano con delle marionette, degli oggetti. Li manovrano con manopole, li fanno parlare con microfoni, con un megafono e altre invenzioni, dove troverà posto anche una creatura metà cane e metà motore di lavatrice, e dove Puck, il folletto più famoso del Sogno, sarà un bambino cattivissimo che parla da uno schermo.

Cornamuse scozzesi e danze rock africane
Amo da sempre il rock africano di Johnny Clegg, lo Zulu bianco sudafricano che ha mischiato stile zulu e pop inglese cantando le ingiustizie e la tragedie dell’apartheid. Mi sembra la musica giusta per quello che ho in mente. È molto evocativa, è un mix di cornamuse scozzesi e canti africani. I “miei” comici balleranno al ritmo di danze rock africane. Ed è proprio quello che io immagino accadrà tra 30 anni in un sobborgo di Johannesburg.


Il Senato approva il ddl sviluppo: TORNA IL NUCLEARE. Un REFERENDUM passato con un ampio consenso popolare BUTTATO A MARE

July 10, 2009


ROMA - Con 154 voti a favore, un voto contrario, un astenuto e il fallito tentativo di Pd e Idv di far mancare il numero legale lasciando l’aula, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sviluppo. Il passaggio più importante del provvedimento diventato legge dopo quattro letture riguarda il nucleare. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti
radioattivi. Altri aspetti chiave del ddl sviluppo sono il ritorno della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l’editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax).

Ecco nel dettaglio le novità.

NUCLEARE. E’ il punto più controverso e più gravido di conseguenza sul futuro del Paese. A 22 anni dal referendum che bocciò l’uso dell’energia atomica, l’Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Questa parte del provvedimento ha scatenato durissime reazioni e critiche dal mondo ambientalista e da alcuni amministratori locali di aree che potrebbero essere interessate dalla costruzioni di nuove centrali, come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e quella del Piemonte Mercedes Bresso.

EFFICIENZA ENERGETICA. Il ddl prevede che il ministro dello Sviluppo economico predisponga entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario per l’efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla Commissione europea, preparato con l’apporto
dell’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica.

IL PREMIO NOBEL IRANIANO SHIRIN EBADI, MAPPLETHORPE, MICHELANGELO un incontro speciale

July 9, 2009

Iran: Shirin Ebadi a Firenze, lectio magistralis sui diritti umani.

Il premio nobel per la pace ospite a Firenze alla Galleria dell’Accademia.

La Toscana chiede di non riconoscere la presidenza di Ahmadinejad

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CARLA FRACCI assessore alla cultura della provincia di Firenze.

June 28, 2009

Complimenti e buon lavoro signora Fracci.041-fracci-isadora-duncan-foto-lucia-baldini

Buon Compleanno signora MONTALCINI

April 22, 2009

Voglio rendere omaggio alla immensa figura della signora Rita Levi Montalcini con una foto che le ho scattato alcuni anni fa in un camerino del Tetaro dell’Opera di Roma, prima dell’inizio dello spettacolo con Carla Fracci.

Buon Compleanno signora Montalcini, è stato fantastico scambiare con lei quelle piccole battute così semplici e concrete.rita-levi-montalcini-carla-fracci-foto-lucia-baldini

La mostra “TANGOMALìA” a MANTOVA

March 26, 2009

La mostra  fotografica Tangomalìa è accolta all’interno della rassegna di danza “Mantovadanza 2009″ dal 23 al 25 aprile prossimo

Palazzo della Ragione – Piazza delle Erbe – Mantova

“El espacio y el tiempo… son instrumentos màgicos del alma…” (Lo spazio e il tempo sono strumenti magici dell’anima…)

J.L. Borges
E’ curioso in fondo rendere una musica attraverso le immagini. Così il Tango è uno sguardo, “una stanza dove niente accade” l’espressione di un musicista, una sedia in una stanza spoglia, l’incrocio – secondo una precisa coreografia- di due corpi che sembrano fondersi, l’uno apparentemente contrapposto all’altro. Passi trascinati lentamente come il respiro del bandoneon, segnano il tempo, veloce e convulso, girevole e “ganci” ricamati sull’ordito dell’armonia. Sguardi fissi, corrucciati, drammatici, occhi negli occhi, come richiede la coreografia di certe figure o abbassati e persi nel vuoto, lontano, in un pensiero. Danza vorticosa, potente e suadente, non solo erotismo ma anche sfida. Si dice che fosse la lotta mimata di due marinai nell’angiporto di Buenos Aires. Più aggrappati che allacciati quando si balla un tango, non c’è abbandono, c’è un intersecarsi di domande e risposte: un passo chiama, un altro insegue, uno blocca, uno scavalca, uno provoca, uno sfugge.
Tanti tanghi insomma quanti pensieri che li vivono, li ascoltano, li ballano. (“World music”)

“Le foto ingannano, sfasano la nostra prospettiva. Immaginiamo contengano qualcosa di fisso, immortalato per sempre in un attimo che resta sospeso per l’eternità. Poi le osserviamo, e nel vederle escono fuori, muovendosi verso di noi
Ed è così che attraverso gli occhi e l’obbiettivo di Lucia Baldini, fotografa attenta e appassionata all’oggetto e della sua indagine prende forma la sensazione visiva del tango”. ( Edoardo Tommaselli – “Come”)

Nelle immagini della Baldini si trova l’assenza, la sottrazione, il pudore quando non addirittura la vergogna trasfigurata. Il suo è un tango privo di chincaglieria… riflessioni sul tempo e mille altre, nessuna delle quali si vede.
( Marco Castellani – postfazione al libro “Giorni di Tango”)

In questi “Giorni di tango” evocativi e densi, teneri a volte, altre come sospesi in una tristezza profonda. Nelle fotografie di Lucia Baldini c’è tutta la corporalità del tango, il suo movimento nella danza e la profondità dello suo sguardo, dei suoi sguardi. Immagini che riescono ad esprimere meglio delle parole il racconto, il ricordo, il mistero e la magia del tango, anche quando ”non c’è tango” , come “in una stanza dove niente accade”, o negli ambienti e sguardi colti nel ghetto di Budapest. (Antonio Attorre – La Repubblica)

il libro “Tangomalìa – Lucia Baldini / Michela Fregona” è edito da: Edizioni Postcart – ROMA

fotografie a NE ME QUITTE PAS di LUC BOUY

March 24, 2009

Dopo molti incontri sui palcoscenici, dove Carla Fracci interpretava con un fascino unico le splendide coreografie di Luc Bouy, lo riiytovo adesso raccontare un suo nuovo progetto di danza dedicato all’amore: “ne me quitte pas“. Uno splendido spettacolo di balletto interpretato dalla compagnia dansepartout.

Questo lavoro è un piccolo viaggio, una vacanza e al contempo una visita ad amici sparsi per io mondo. Ricordi quindi di città amate e riflessi dei colori di isole vicine al cuore. Esseri del passato, del presente e del futuro si incontrano e fondendo nelle parole cantate dalla madre, dal padre, da compagni di rotta o davanti a un telefono muto in attesa di una voce che ci ha abbandonato. A che serve l’amore? A vivere, a sperare, a correre, a danzare, ad andare avanti, a rinnovarsi sempre e non invecchiare mai.

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