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si è concluso il mio Workshop di Fotografia di Scena nell’ambito di MUSICASTRADA 2010

August 22, 2010

Salutiamo e ringraziamo tutti i partecipanti del Workshop di Fotografia di Scena che si  conclusi proprio ieri sera. Ringraziamo tantissimo Marco Marchetti e tutto il FotoClub Scatto Matto per l’aiuto e la grande professionalità dimostrata, il Comune di Casciana Terme per l’ospitalità e Lucia Baldini, anche per la passione e la professionalità con la quale svolge il suo lavoro. Visto il successo del laboratorio è praticamente sicuro che il prossimo anno ripeteremo l’esperienza.

Prossimamente saranno pubblicate sul nostro sito le foto migliori realizzate durante il laboratorio e verrà allestita una sezione speciale all’interno delle mostre fotografiche che allestiremo durante l’inverno.

Gli organizzatori di Musicastrada

http://www.musicastrada.it/2010/concluso-il-workshop-di-fotografia-di-scena-con-lucia-baldini

Grazie a tutti voi, è stato davvero piacevole e stimolante. Alla prossima!

ART PHOTO TOUR 2010 Sardegna

August 10, 2010

una galleria d’immagini per la scuola nazionale di circo di Roma

July 24, 2010

http://www.scuolanazionaledicirco.com/circa.asp

Questo mese CIRC@ presenta i ritratti di circo della fotografa  Lucia Baldini dallo spettacolo
“Concerto  Acrobatico per Artisti di Circo e Banda Improvvisa”, ospite  nel 2004 del Festival delle Colline, Prato.
Direttore d’orchestra Maestro Orio Odori, la drammaturgia e regia era di Valeria Campo.

Gli interpreti ritratti da Lucia Baldini sono:

i 50 musicanti della Banda Improvvisa di Loro Ciuffenna, Aurelius Lorenzi e Nicolas Lourdelleequilibrio sul filo, mats chinois, danza, Jane Allan – tessuti, corda , trapezio fisso, trapezio volante, The Flaming Butterfliesfuoco

Galleria Fotografica

Per saperne di piu’: www.luciabaldini.it

“i 3 re” di Roberto Abbiati

June 27, 2010

una prima immagine dello spettacolo di Bergamo del 5 giugno scorso.

www.robertoabbiati.it

foto Lucia Baldini

Immagini dello spettacolo “Schwab, appasionatamente” di Maurizio Lupinelli

June 20, 2010

foto di Lucia Baldini

Nella nebbia di Werner Schwab: uno spettacolo di Maurizio Lupinelli a Ravenna Festival

Scritto da: Massimo Marino

lupinelli 2.jpg

Non si sente subito la rabbia di Werner Schwab nello spettacolo di Maurizio Lupinelli. Si precipita piuttosto in un’atmosfera sospesa, insieme quotidiana, minacciosa, distante, crudele.Schwab appassionatamente, presentato in prima assoluta a Ravenna Festival, non è un testo dell’autore austriaco assurto al ruolo di stella punk della nuova scrittura e morto all’improvviso a soli trentasei anni, forse di eccessi, la notte di Capodanno del 1994. Non è neppure un collage. È una riscrittura, curata dal regista (insieme a Eugenio Sideri), con un occhio a altri maledetti come Fassbinder, un’incursione shakespeariana, una musica ora cullante ora incombente, un forte riferimento a Canicola di Ulrich Siedl, film composto di storie individuali sull’orlo del collasso in una città infuocata dal caldo.

lupinelli.jpg

Anche qui c’è un uomo seminudo dal corpo debordante spesso steso per terra, che grida di avere fame. C’è una coppia borghese apparentemente felice e sempre sull’orlo della crisi, dello scoppio, della solitudine. C’è una ragazza imbozzolata in un vestitino d’altri tempi che cerca la mamma, via via più disperata. C’è una donna bassa e grassa che ama i cani e li preferisce agli uomini. Ma appare anche un lupo che trascina una valigia, da cui spunta un braccio, una gamba, un corpo, e c’è Biancaneve, sotto un rumore assordante di jet al decollo. I quadri, come quelli di un sogno che scivola nell’incubo insopportabile per distendersi e poi inacidirsi ancora, sono avvolti in un grigio nebbioso.

lupinelli lucia baldini.jpg

Una regina derisoria, grassa, con una corona di carta, sventola una grande bandiera. I baci, gli abbracci, si trasformano in morsi, in aggressioni, intorno a un tavolo, desco familiare, tavolaccio di prigione, letto anatomico o d’obitorio. Una passeggiata nel parco è un viaggio in un paese di morti dove le azioni più comuni scorrono distanti, senza peso e conseguenze, in un silenzio rimbombante di urla mute, interiori. Si sprofonda in un paesaggio psichico dove l’umanità svela la debolezza, l’ansia, e dove il desiderio è destinato allo smacco del dolore, al conflitto perenne, incendiato dalla banalità di un nulla. Con l’emozionante chiosa di Lupinelli imbiaccato come una dark pop star proveniente da un futuro anteriore con le parole di Edmund, il bastardo del Re Lear, contro l’uomo ladro traditore, contro il destino. Un’immersione nel lato nero della vita, propiziata da una compagnia di smagliante sensibilità, con persone con handicap psichico e fisico e con attori professionisti, bravissimi tutti.

con Michele Bandini, Maurizio Lupinelli, Elisa Pol, Federica Rinaldi, Linda Siano, Cesare Tedesco
drammaturgia Eugenio Sideri, Maurizio Lupinelli
ideazione scenografica Alessandra Ferrari
disegno luci Filippo Trambusti
costumi Maria Chiara Grotto
regia Maurizio Lupinelli

coordinatrice del progetto Alessandra Rey - produzione: Armunia, Festival Inequilibrio di Castiglioncello, Regione Toscana
3bis F di Aix en Provence, in collaborazione con Olinda, Teatro la Cucina, ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano
Arboreto – Teatro dimora di Mondaino


Repliche:

venerdì 25 giugno Olinda, Milano

lunedì 26 luglio: festival Volterrateatro

Borgo della Fotografia Santo Stefano a mare – un nuovo workshop di fotografia di scena si va preparando

June 17, 2010

Il libro BUENOS AIRES cafè vince il premio Marco Bastianelli 2010

May 25, 2010

Roma 11 giugno alle ore 10.30 presso la sede dell’associazione Civita, Piazza Venezia, 11

BUENOS AIRES cafe – le prime recensioni

May 19, 2010

buenos-aires-cafe-foto-lucia-baldini

La Repubblica.it http://firenze.repubblica.it/multimedia/home/22316736

La stampa http://www3.lastampa.it/fotografia/approfondimento/articolo/lstp/99152

il Terzoocchio http://www.ilterzoocchio.it/news.php?id=522

radio belluno http://www.postcart.com/img-recensioni/buenosairescaffe/Intervista-Radio-Belluno-1.mp3

Book Chanel http://www.bookchannel.it/bc

la Ghigliottina http://www.ghigliottina.it/new/%E2%80%9Cbuenos-aires-cafe%E2%80%9D-di-postcart-edizioni/

viaRoma100 http://www.viaroma100.net/notizia.php?id=20901
repubblica firenze 301209 laura montanari

La Repubblica – dicembre 2009 Laura Montanari

buenos aires cafe corriere 23012010

Il nuovo corriere – gennaio 2010 – Davide Agazzi

Incontro con il pubblico – Padova aprile fotografia

April 27, 2010

Padova Aprile Fotografia 2010

La Fotografia di cinema

Carlo Mazzacurati nelle immagini di

Lucia Baldini e Giovanni Umicini

Mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Incontro con Lucia Baldini

Padova, Galleria Cavour (piazza Cavour)

18 maggio 2010   dalle ore 18.30


Nell’ambito della rassegna Padova Aprile Fotografia, Lucia Baldini, martedi 18 maggio alle ore 18.30 nella Galleria Cavour (piazza Cavour) inizia una serie di incontri con il pubblico.

Baldini, che con Giovanni Umicini è autrice della mostra “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini”, attraverso le sue foto di scena ha raccontato alcuni momenti dei film “La giusta distanza”(2007) e di prossima uscita “La passione”( 2010).

“E’ bello scoprire, con Lucia Baldini, come la fotografia, oggi così propensa a pubblicizzare i fasti dell’apparenza più che a rappresentare l’essere, in realtà non abbia perso la capacità di cogliere immagini della vita interiore.
Parte da lontano la vocazione di questa fotografa curiosa della vita e delle persone, grande viaggiatrice, osservatrice acuta ed instancabile del gesto più sfuggente, del fremito più lieve di un passo di danza, su una musica lontana”.

Lucia Baldini lavora nell’ambito della “scena” dagli anni ottanta: musica, teatro danza e poi il cinema.Da oltre dodici anni è la fotografa personale di Carla Fracci della quale ha raccontato, attraverso un’ampia mostra e un libro, attimi sospesi di palcoscenico e di vita.

La cultura argentina e il tango sono stati suoi complici per la lunga ricerca che l’hanno portata a pubblicare 4 libri, di cui l’ultimo di recentissima uscita “Buenos Aires cafe”.

Per i musei fiorentini e la Soprintendenza di Firenze ha curato due pubblicazioni in cui ha fatto divenire “scena” i luoghi dei musei e “attori” il pubblico nell’interazione con l’opera.

Collabora con festival di teatro, danza e musica di tutt’Italia e tiene laboratori di fotografia di scena in corsi universitari e scuole di fotografia.

Il cinema è arrivato con Carlo Mazzacurati attraverso prima “La giusta distanza” e poi con il nuovo film “la Passione”.  Quelle de “la Giusta Distanza” sono immagini di sapiente composizione del paesaggio o del soggetto, un paesaggio che serve per contenere tutto, in primo luogo nuvole enormi, filari di pioppi, chilometri di fili della luce, case sparse dai colori improbabili. Accade così che dentro questo paesaggio si muovano i personaggi del film di Mazzacurati e la sua troupe.

Nella mostra padovana sono presenti anche una selezione di quindici immagini esclusive del nuovo film di Carlo Mazzacurati, “La passione”. Il modo di fotografare il nuovo film, si caratterizza in una assoluta purezza formale che tiene insieme attori, regista e troupe in una perfetta composizione “pittorica”.  Questa sezione della mostra è un’anteprima inedita come omaggio di Padova.

www.luciabaldini.it

Padova, Galleria Cavour, piazza Cavour

11 aprile – 23 maggio 2010

Orario mostra: da martedì a sabato 10.00-13.00 / 15.00-18.00

domenica 10.00 – 18.00; lunedì chiuso e 1° maggio

Informazioni:

Centro Nazionale di Fotografia
Palazzo Zuckermann
Corso Garibaldi 29, 35122 Padova
Tel. 049 8204518/8204530; fax 049 8204532
cnf@comune.padova.it

http://cnf.padovanet.it

condividi la Sardegna con me con un workshop di fotografia

La Sardegna bella di giorno, gioiosa di notte

Il workshop di Lucia Baldini si basa sulla costruzione di un progetto fotografico che interpreti per immagini le bellezze naturalistiche della Sardegna di giorno e si incontri con la gioia degli spettacoli della notte. Fotografia di scena di eventi nelle piazze e fotografia di scena dei luoghi, dove il territorio diventa palcoscenico di eventi legati alla natura, alle arti e alla creatività.

Una settimana in viaggio su un simpatico furgone westfalia anni 60 facendo base nella zona di Arbatax per prendere poi ogni giorno nuove rotte in giro per luoghi e atmosfere della Sardegna.

dal 31 luglio al 6 agosto

Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini: Padova Aprile fotografia, le prime recensioni

April 13, 2010

Ecco le prime recensioni alla mostra dedicata a Carlo Mazzacurati accolta nell’ambito della sesta edizione di Padova Aprile fotografia

La Repubblica

http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/04/09/news/quegli_scatti_in_diretta_dal_set_il_grande_schermo_per_immagini-3234461/

Il corriere della sera

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/10-aprile-2010/mazzacurati-inedito-1602810035039.shtml

Il Sole 24 ore

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2010/04/padova-aprile-fotografia-sesta-edizione.shtml?uuid=016d6158-43a4-11df-beb3-b277d7659aaf&DocRulesView=Libero

Exibart

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=31136&IDCategoria=1

La Repubblicanews veneto

http://www.larepubblicanews.it/default.asp?lang=ita&sezione=Mostre&contenuto=7407

Sky.it

http://mag.sky.it/mag/arts/2010/03/16/padova_aprile_fotografia.html

ArtKey

http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=7894

Padova aprile fotografia galleria fotografica su Repubblica web

March 19, 2010

La fotografia vola
sul grande schermo

la passione Carlo Mazzacurati 5474 foto lucia baldini 72

A Padova, dall’11 aprile al 30 maggio, la sesta edizione del festival di fotografia, che per il 2010 è dedicato al cinema. Due le mostre in rassegna, per ripercorrere alcuni momenti salienti della creazione cinematografica di due grandi cineasti: “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini” e “Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa”
(e.d.s.)

http://espresso.repubblica.it/style_design/archivio/23508908?ref=rephpsp5

http://mattinopadova.gelocal.it/multimedia/home/23646153/1/6

La Passione di Carlo Mazzacurati, in un mio scatto colto sul set del film che uscirà nelle sale il prossimo autunno.

Padova aprile fotografia – Mostra su Carlo Mazzacurati

March 12, 2010


invito mazzaciurati2

Assessorato alla Cultura del Comune di Padova
presenta
Padova Aprile Fotografia 2010. La fotografia di cinema

Inaugurazione sabato 10 aprile 2010, ore 18.00

Galleria Cavour (piazza Cavour) 11 aprile – 23 maggio 2010

La primavera padovana si presenta al grande pubblico con la rassegna Padova Aprile  Fotografia  2010 – organizzata dall’Assessorato alla Cultura –  Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova,  giunta alla sesta edizione  e incentrata questo anno sulla fotografia di  cinema, ospita due  interessanti mostre, “Carlo Mazzacurati nelle  immagini di Lucia  Baldini e Giovanni Umicini sulla figura e il  lavoro di  uno dei più importanti registi italiani , e “Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa”,  dedicata al  grande regista polacco, autore della trilogia dei  tre colori che ha fatto la  storia del cinema d’autore  contemporaneo. Entrambe, con  prospettive differenti secondo la sensibilità di ciascun fotografo,  ripercorrono momenti  legati ai set cinematografici e ai principali lavori dei  due  registi.

Di Lucia Baldini sono le fotografie del film “La giusta distanza” (2007), che ne indagano alcuni elementi costitutivi: luoghi, attori, troupe e atmosfere. Nel film di Carlo Mazzacurati il paesaggio entro cui si muovono i personaggi è un elemento essenziale della storia, posto allo stesso livello dei protagonisti. In una pianura desolata, i cui confini sembrano perdersi all’orizzonte, le atmosfere cupe e nebbiose della zona del Polesine – alla foce del Po – fanno da sfondo alla storia narrata dal regista, che mette in scena le contraddizioni, i paradossi, le perversioni e le ipocrisie di una piccola comunità di provincia in un paesino del nord-est Italia, in cui l’apparire conta più dell’essere, e dove l’integrazione e la convivenza pacifica sono solamente la facciata di un mondo che nasconde una realtà complessa. Questa atmosfera quasi gotica, e per alcuni aspetti oppressiva, rivive negli scatti di Lucia Baldini, che presenta in mostra una sequenza di fotografie in digitale fra cui alcuni mosaici di grandi dimensioni che danno al visitatore uno sguardo di insieme sulle scene narrate. Guardandoli si ha, infatti, l’impressione di entrare in uno specchio e di cogliere contemporaneamente il dentro e il fuori della scena; la percezione dei confini è ampliata e l’insieme di ogni singolo tassello che compone il mosaico fornisce a chi guarda una visuale di insieme. Il lavoro della fotografa toscana, nato da un’autentica predisposizione a stare dietro le quinte e a cogliere i dettagli che normalmente sfuggono, diviene, dunque, un viaggio attraverso i momenti chiave del film che mostra allo stesso tempo la complessità di una produzione cinematografica e la coralità del lavoro che vi sta dietro. Sarà inoltre presente in mostra una selezione di quindici immagini esclusive del nuovo film del regista padovano, La passione, in uscita nelle sale cinematografiche tra qualche mese: un’anteprima inedita come omaggio alla città di Padova.

a cura di Enrico Gusella e Alessandra De Lucia

http://multimedia.padovanet.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=12&id=52&Itemid=58

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Installazione di ONGAKUAW “hw_éidolon”

March 9, 2010

Installazione di ONGAKUAW “hw_éidolon”

alla galleria La Corte di Firenze

http://www.ongakuaw.euHw_éidolon 2667 foto lucia baldini 72

Diario argentino, in mostra il fotoracconto di Lucia Baldini su repubblica.it

January 1, 2010

Su repubblica web una galleria fotografica sul libro “Buenos Aires cafe”.

http://firenze.repubblica.it/multimedia/home/22316736

Si può anche leggere l’articolo scritto da Laura Montanari uscito su la Repubblica il 29 dicembre 2009.

Buenos Aires, l’Europa rovesciata

Un nuovo libro della fotografa toscana Lucia Baldini e della scrittrice  Michela Fregona, racconta la metropoli argentina: il tango, il crac economico, i caffè. Il legame indissolubile con il Vecchio Continente

Quattordici giorni per raccontare Buenos Aires o per non raccontarla affatto perché ogni viaggio ne lascia fuori cento altri anche sulle stesse rotte. La bottiglia di seltz sfumata nel bianco e nero di un locale. Il sandalo seducente di una ballerina di tango. Le avenida infinite come linee rette sparate verso l´orizzonte, la luce calda di febbraio, la plaza de Majo col suo passato che ti sporca sempre un po´ il vestito. Il tavolo di legno con la tazza del caffè e i pensieri che si sono già alzati. Istantanee di due donne in viaggio nelle strade e per gli interni di una città di oltre tre milioni di abitanti.

C´è questo nelle immagini di Lucia Baldini, fotografa toscana, che ha firmato «Buenos Aires café» (edizioni Postcart, 200 pp., 32 euro) assieme alla giornalista bellunese Michela Fregona che ci ha messo le parole, i racconti, le storie degli «italiani d´Argentina» e dei figli e nipoti di altre migrazioni segnate sul suo Moleskine. «Non volevo andare a Buenos Aires, avevo paura di trovarla diversa da come me la sono immaginata per vent´anni» racconta Lucia Baldini, rigirando lo zucchero nel cappuccino dentro un bar di piazza della Repubblica a Firenze. Aveva già fotografato il tango (nel 1997 con «Giorni di tango» e nel 2001 «Anime altrove»), le lezioni nelle balere e nelle palestre, le mode e le milonghe italiane, aveva esplorato le radici di questa danza in Ungheria e sapeva, nella sua testa, che «prepararsi a Buenos Aires era come affrontare una scalata a mani nude»: «Un conto è immaginarla, altro vederla questa città». E la paura di trovare i McDonald´s al posto della voce e dei ritmi di Gardel è stato per anni un freno sufficiente alla curiosità.

Fin dal giorno in cui si sbarca, Baires però è qualcosa di familiare, «il fantasma di tutti i luoghi visti», «un po´ il Pireo, un pezzo di Beirut, Cuba, il Brasile, molto di Parigi, a volte Berlino, un po´ anche di New York». Le sue strade sono specchio di altri luoghi, o come ha scritto Diego Mormorio nella prefazione «il nostro qui altrove», cioè dall´altra parte dell´oceano.

//

Il libro raccoglie istanti, facce e luoghi: San Telmo, la Casa Rosada e mille bar, Los Galgos, il Caffè Margot, lo storico Tortoni frequentato da Borges, da Garcia Lorca, da Rubinstein e molti altri. «Ho cercato di raccontare com´è questa specie di Europa rovesciata» spiega Lucia Baldini che lavora come fotografa di scena per diverse compagnie teatrali e di danza e che ha collaborato con Carla Fracci e col regista Carlo Mazzacurati. «Ho voluto lasciarmi guidare dalla città senza avere programmi definiti, senza seguire una guida in particolare, ma incontrando e conoscendo gente». Così riemergono le sale da biliardo, i legni scuri, gli specchi, gli arredamenti con gli ottoni, un salto indietro nei banchi dei bar che hanno saputo trattenere le atmosfere degli anni Cinquanta, le forme bombate delle bottiglie di soda, i camerieri impomatati di brillantina. Se queste sono le foto che poi danno il titolo al libro, tutto il resto sono altre storie che si incrociano per caso o no sulle strade di questa capitale. La Buenos Aires della crisi economica, quella che ha spazzato via i risparmi di decine di migliaia di persone, ha riempito le piazze di cortei e di nuovi poveri, ridotto un Paese alla disperazione per il pane e lo zucchero che mancava. Oppure la Baires che deve ancora finire di fare i conti col suo passato ed è ferma sotto un cavalcavia, davanti a un cartello che annuncia i lavori in corso per il recupero del «Club atletico», centro clandestino di tortura nell´Argentina degli anni della dittatura. Da lì si passa ai foulard legati sotto il mento simbolo della lotta delle madri ormai nonne di plaza de Majo: tutti i giovedì quelle donne si danno appuntamento per la «ruota» davanti alla sede del governo. Un giro della piazza senza curarsi del tempo e delle stagioni perché il bisogno di verità e giustizia è più forte della pioggia e delle gambe che tremano per l´età.
«Dopo quella foto – racconta Lucia Baldini – ho voluto metterne una che parlasse dei figli che mancano da quella piazza». Non è una delle polaroid a colori di cui è composto in parte il libro, è un bianco nero su pellicola: si vedono tante sedie vuote, rovesciate sui tavoli come quando a fine serata, la gente si è già alzata ed è andata via. Non per sempre, sembra dire lo scatto, e ci consegna questa speranza. // //


BUENOS AIRES CAFE SI PRESENTA ALLA GALLERIA COLOPHON DI BELLUNO

December 28, 2009

BUENOS AIRES CAFE’

di LUCIA BALDINI e MICHELA FREGONA

buenos aires cafe 67 foto lucia baldini

Colophonarte di Egidio Fiorin

Via Cieca Torricele, 6, Belluno

5 gennaio 2010 ore 18.00

«…e quindi vorreste raccontare qualcosa su di me. Ma non hanno detto già abbastanza?»

Un tavolo in angolo, in fondo al bar.

«Dite che io sono la più antica di tutte le ballerine di tango».

Nel buio si vedono solo le gambe: lunghe, pallide, infinite. Poi la voce ricomincia, dal fondo di milioni di sigarette stropicciate, di notti in bianco, di balera.

«Dovete dire che Buenos Aires non ha un inizio e non ha una fine. Che nasce e muore, ogni giorno, negli occhi di chi la percorre. Dite che è la più europea. La più lontana. La più grande. Buenos Aires non ha misura. É una insonnia, perenne. »

Poi tace.

Dal bancone arrivano rumori di bicchieri e di piatti. Una porta che cigola.

«Potete anche dire che nessuno sa stare al bar come si sta a Buenos Aires, certo. Questa, in fondo, è l’unica fede che non è mai cambiata, anche quando ero giovane…tutto questo, in fondo, ha una sua poesia».

Passa un camion. Passa un’ambulanza. Poi i pompieri, una berlina, quattro macchine scassate, la corriera delle cinque. Lei si sposta sulla sedia, la faccia sempre nel buio. Ha gambe da giovane: qualcosa di coriaceo e però scalfibile. Come la madreperla.

«Come credete che sia avere tutti questi anni? É una storia dura essere una ballerina: si lascia molto durante il cammino. E io…io mi sono dedicata al tango come a una persona. Una creatura. La mia».

Della faccia si vede solo il rossetto. E poi le mani, piene di rughe e di anelli.

Per un momento sembra voler uscire dal buio. Ma poi ci ripensa.

«Non si riesce mai a staccarsi da tutto quello che ci resta dietro. Il passato ci segue sempre. Ci raggiunge sempre.  Questo, potete dire, di Buenos Aires: che è un luogo pieno di ricordi, ombre, fantasmi, voci. E che nessuno dorme mai».

Dalle stesse autrici di Tangomalia, un viaggio a quattro mani lungo le strade di Buenos Aires, tra epiche di quartiere, taxi, vecchi caffé, silenzi, naufragi, lune alla rovescia. E, naturalmente, tango.

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il libro Buenos Aires cafe alla mostra di Roma “più libri più liberi”

December 5, 2009

Venite per fare due chiacchiere con le autrici Lucia Baldini e Michela Fregona con la complicità di Diego Mormorio.

al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma:

7 Dicembre ore 16 sala Ametista | Presentazione del libro Buenos Aires Café

BUENOS AIRES cafe – Lucia Baldini- Michela Fregona prossime presentazioni del nuovo libro

December 1, 2009

copertina-buenos-aires-cafe-foto-lucia-baldini

BAIRES CAFE’
UN VIAGGIO ATTESO
Autori: LUCIA BALDINI e MICHELA FREGONA

Quattordici ore per attraversare l’Atlantico. Quattordici giorni per attraversare la città. Quattordici chili a testa di bagaglio, pensieri compresi.
Ma si può veramente conoscere un luogo che ha per padre il porto e per madre l’emigrazione?

“A prima vista, Buenos Aires sembra una via del Pireo. Un pezzo di Beirut. Cuba. Il Brasile. Qualcosa – molto – di Parigi. A volte Berlino. Forse la vecchia New York, ma, nelle sue architetture più moderne, anche un pezzo di Sidney.
Il fantasma di tutti i luoghi visti, e anche di quelli mai visti. Eppure, la faccia che mostra è sempre familiare: pare di riconoscere ogni angolo, perchè in ogni angolo Buenos Aires è lo specchio di un altro luogo. Assomiglia, da lontano: come un ricordo. Senza essere mai fino in fondo.
Una città ingorda, che si è mangiata tutte le altre città”.

Dalle stesse autrici di Tangomalia un viaggio a quattro mani lungo le strade di Buenos Aires, tra epiche di quartiere, taxi, vecchi caffé, silenzi, naufragi, lune alla rovescia. E, naturalmente, tango.

POSTCART Editore

Presentazioni del libro:

4 dicembre – Officine Fotografiche – ROMA

5 dicembre – caffè letterario – ROMA

6 dicembre – associazione OrangoTango – ROMA

7 dicembre – Fiera della piccola e media editoria “più libri, più liberi” – ROMA

8 dicembre - Libreria Fotogalleria Mandeep – ROMA

17 dicembre – Zona d’ombra – ROMA


CARLA FRACCI immagini – 1996-2007 mostra fotografica – Consiglio Regionale della Toscana

November 22, 2009

Consiglio Regionale della Toscana

nell’ambito della “Festa della Toscana 2009”

presenta

LUCIA BALDINI

CARLA FRACCI immagini 1996/2007

la mostra fotografica

dal 25 novembre al 3 dicembre

sede del Consiglio regionale della Toscana – via Cavour, 4 Firenze

invito Mostra corretto 72

La mostra raccoglie una selezione di immagini che Lucia Baldini ha realizzato durante i dieci anni di collaborazione come fotografa di scena di Carla Fracci.

Enzo Brogi: “le foto di Lucia Baldini sono impresse nel mio viaggio culturale

“Carla Fracci, Immagini 1996-2007” è il titolo della mostra fotografica che si svolgerà nell’ambito della decima Festa della Toscana. Un tributo alla grande étoile a firma di Lucia Baldini, che propone una selezione di immagini realizzate durante i suoi dodici anni di collaborazione come fotografa di scena della regina della danza classica italiana e internazionale. L’esposizione, che resterà aperta fino al 3 dicembre, sarà inaugurata oggi, mercoledì 25 novembre alle ore 17 a Palazzo Panciatichi (Via Cavour, 4 – Firenze) alla presenza dell’Autrice, di Riccardo Monni e del Presidente della commissione Cultura Enzo Brogi.
- Conosco Lucia Baldini da tempo – commenta Brogi – le sue foto sono impresse nel mio viaggio culturale, nelle mie suggestioni. Gli strumenti ed i musicanti di Banda Improvvisa di Loro Ciuffenna come angeli che suonano, i passi eleganti, la femminilità e la grazia della donna. Le note malinconiche della Milonga che raccontano di storie d’amore e di passione, la intensa realtà delle foto al servizio di un progetto e di una causa. Amo tutte le foto di Lucia, anche se penso che con il lungo ed apprezzato lavoro su Carla Fracci abbia toccato davvero, almeno fino ad adesso, il suo massimo in leggerezza, grazie ed arte. Sono davvero contento che questa mostra sia ospitata Consiglio Regionale.
Lucia Baldini, nata a Montevarchi, lavora come fotografa di scena per varie compagnie e festival di teatro e danza; pubblica, tra l’altro, nel 2005 i libri: Carla Fracci – Immagini 1996 – 2005, una monografia fotografica che testimonia i dieci anni di collaborazione con la Fracci, e Tangomalìa con la collaborazione di Michela Fregona, i due libri divengono anche mostre itineranti. Conduce da alcuni anni laboratori e seminari sulla fotografia di spettacolo in scuole di fotografia e corsi universitari.
La mostra resterà in Palazzo Panciatichi fino al 3 dicembre e sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 14,00 alle ore 18,00.

mostra fracci 301109

un’istantanea del giorno dell’inaugurazione della mostra: Enzo Brogi presidente della commissione cultura della Regione Toscana, Lucia Baldini e Carla Fracci

servizio su toscanatv

http://www.toscanatv.com/leggi_news_video?idnews=NL100835

APPUNTI AFRICANI IN BOTTEGA installazione a Zonafranca Parma

November 12, 2009

Nell’ambito del Festival di teatro per ragazzi ZONAFRANCA di Parma

APPUNTI AFRICANI IN BOTTEGA

installazione di Lucia Baldini complice Un fantastico posto per provare, spettacolo del Teatro delle Briciole diretto da Roberto Abbiati

appunti africani in bottega 7366 foto di lucia baldini 72

Per un artista la costruzione di uno spettacolo è sempre una galassia di scoperte, conquiste, ritrovamenti, di cui gli spettatori colgono il momento finale, quello della rappresentazione. Poter entrare nella ‘bottega’ diventa quindi particolarmente stimolante nel caso di un artista totale come Roberto Abbiati, che dei suoi lavori concepisce alfa e omega: scrive i testi, disegna i bozzetti delle scene e dei costumi, costruisce oggetti e marionette.

sogno di una notte feb 3121 foto lucia baldini 72

La fotografa Lucia Baldini fa questo (e fa molto di più) a proposito di Un fantastico posto per provare, il nuovo spettacolo del Teatro delle Briciole firmato da Abbiati e ispirato al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Quella che lei presenta è un’installazione fatta di immagini e altre invenzioni, un’opera che guida plasticamente lo spettatore dentro un viaggio creativo, e lo reinterpreta, si affianca come curiosa compagna di quel viaggio, che scruta e sogna nei disegni, nelle sculture e nei costumi, progettati da Abbiati per far rivivere la fantasia di Shakespeare e trasferirla in un futuro immaginario.

Un’installazione che somiglia al racconto visivo di una notte onirica, fatta di trucioli di legno dall’odore d’Africa, di schizzi di abiti che si animano diventando personaggi e compagni di viaggio, di sculture dall’umanità spiccata. Di immagini sospese a mezz’aria e di una valigia che rivela una storia lunga un sogno di mezza estate.

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